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Silenzio di porcellana – racconto horror breve

Silenzio di porcellana – breve racconto horror

Silenzio di porcellana - breve racconto horror
Nessuno sapeva cosa accadeva davvero nella casa al numero 12.
Ogni mattina, il signor Dino usciva in giacca e cravatta, aria impeccabile, mentre sua moglie Lidia lo salutava dalla finestra con un cenno che somigliava più a un tremito.

Ma dietro le tende e le pareti sottili, Lidia viveva nella paura. Dino non era solo un marito severo: era un uomo crudele, con le mani pesanti e le parole taglienti. Lei, invece, era piccola, silenziosa, docile come la porcellana del servizio buono che lui non le permetteva di usare.

Una sera, mentre puliva il lavandino con mani tremanti, notò una sostanza lattiginosa che colava lentamente da sotto la ceramica. L’odore era acre, quasi dolce. Stranamente… sembrava vivo.

Nei giorni seguenti, la strana sostanza aumentò. Lidia, curiosa e spinta da un impulso che non sapeva di avere, cominciò ad “accudirla”. La raccoglieva in un piccolo contenitore, la osservava pulsare sotto la luce. Più la sostanza cresceva, più lei si sentiva… forte. Sveglia. Come se stesse condividendo con quella cosa un segreto.

Poi, una notte, la voce.

«Tu mi nutri. Io ti proteggo.»

Lidia non fuggì. Sorrise.

La mattina seguente, Dino entrò in bagno borbottando insulti. Aprì il rubinetto, si chinò per sciacquarsi il viso… e urlò.
Un sibilo, un vapore bianco. Poi la pelle gli si staccò dal volto come carta bagnata. Gli occhi si sciolsero nelle orbite. Cadde all’indietro, già morto prima di colpire il pavimento.

L’acqua non era più acqua. Era acido.

I vicini raccontarono di un tonfo e poi di un silenzio profondo. Quando i soccorsi entrarono, trovarono solo Lidia seduta sul divano. Un tè caldo tra le mani. Un lieve sorriso. Nessuna traccia della sostanza.

Ma il colpo di scena non era finito.

Nei giorni seguenti, i rubinetti delle case accanto cominciarono a perdere. Gocce dense, biancastre, corrosive.
Qualcuno giurò di aver sentito una voce uscire dallo scarico. Diceva:

«Tu mi nutri. Io ti proteggo. Ora è il tuo turno.»


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Pubblicato da Prosdocimi

L'autrice del blog é Prosdocimi, cagnolina cinica e mordace. Vive in Abruzzo insieme alla padrona, che tra un sollazzo e l'altro la ingozza di crocchette e cotiche. C'è anche il padrone, naturalmente. Ma lavora tanto e non c'è mai...

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