
Prosdocimi e il Cappello della Strega
Un mercatino vintage, un cappello decisamente poco raccomandabile e Prosdocimi alle prese con una nuova, inquietante avventura.
Quando poi la Padrona scambia il pericoloso oggetto per una sofisticatissima installazione artistica interattiva, la situazione è ormai definitivamente compromessa. 😂
Prosdocimi e il Cappello della Strega
Il pomeriggio profumava di polvere e dignità calpestata.
In attesa che la Padrona, distratta e svampita come al solito, staccasse gli occhi dalle bancarelle di un mercatino vintage all’aperto, a caccia di chissà cosa e chissà perché, Prosdocimi valutava l’ipotesi di simulare un improvviso svenimento pur di scongiurare il contatto diretto col selciato.
All’improvviso l’aria si fece greve di un tanfo alla naftalina rancida, sottobosco umido e ambizioni mal riposte.
«Finalmente ti ho trovata: ti cercavo!», tuonò una voce cavernosa e impastata di chiusa umidità e finto orgoglio.
Prosdocimi non si voltò di scatto: non era nel suo stile.
Abbassò lentamente le palpebre, emise un piccolo sospiro carico di aristocratico fastidio e, solo allora, girò il muso.
A sbarrarle il passo c’era un cappello da strega.
Un cono di feltro rosso e spelacchiato, piegato in più punti critici, fluttuante a mezz’aria, sostenendosi con una sorta di sussiego spastico.
Un oggetto visibilmente logoro, eppure pretenzioso.
«E perché, di grazia?», domandò lei, soppesandolo con la freddezza di un giudice di corte.
«Per mangiarti!», rispose il Cappello con un piccolo scatto in avanti, simulando una postura fiera ma perfettamente malriuscita.
Prosdocimi emise una breve colata di sdegno.
«Ahahah! E come pensi di fare?»
«Ahahah! Come fa chiunque, spiritosona!», ribatté l’accessorio, fluttuando ondulatorio per darsi un tono minaccioso.
«Ma tu non sei chiunque: sei solo uno scampolo da bancarella dell’usato!», sentenziò lei, scoccando un’occhiata millimetrica alla tesa slabbrata.
«Ehi, vacci piano con le parole o ti faccio vedere i sorci verdi!»
«Sorci? Intendi quelli che ti hanno smangiucchiato qua e là?»
Il Cappello tremò di rabbia, rischiando di perdere la verticalità.
«Ma di cosa parli, saputella?»
«Ma dai, sono così evidenti quelle orribili toppe messe lì per coprire gli strappi…»
«Non diciamo eresie! Questi non sono rammendi, ma intarsi di pregio!», strillò il copricapo, arrampicandosi sugli specchi della “sartoria d’alta classe”.
Prosdocimi sollevò il mento con aristocratica sufficienza.
«Come no! E io non sono cane ma nobile veltro di stirpe eletta in corpo tascabile custodito.»
«Finiamola coi giri di parole e preparati a finire nel mio stomaco!»
«Uhm, e sentiamo: in quale toppa si troverebbe questo stomaco? In quella in alto a sinistra, o in quella in basso con tanto di fibbia d’epoca borbonica?»
«Brutta pelosona impudente, vuoi vedere lo stomaco? Eccoti servita!»
Nel sollevare la tesa con un impeto d’orgoglio per mostrare l’interno, il Cappello si sbilanciò decisamente troppo all’indietro e ruzzolò rovinosamente a terra, rimanendo steso sul selciato come un imbuto capovolto.
Prosdocimi approfittò immediatamente del KO tecnico per schizzare via e fare un balzo acrobatico direttamente dentro la capiente borsa della Padrona.
La donna, che proprio in quel secondo stava mercanteggiando il prezzo di un vecchio set di tazzine da caffè sbeccate, sobbalzò per il peso improvviso.
«Ahi! Prosdy, ma che fai? Sei forse impazzita?», esclamò guardando dentro la borsa, dove la “miracolata” cercava freneticamente di mimetizzarsi sotto il portafoglio.
Poi, alzando lo sguardo, vide il Cappello a terra che faticosamente si raddrizzava sibilando minacce:
«Vedrai che prima o poi ci rincontreremo, bricconcella…»
Del tutto ignara della bizzarra natura dell’oggetto, la Padrona unì le mani entusiasta.
«Oh, ma che meraviglia! C’è persino un’installazione interattiva di Halloween con gli altoparlanti nascosti nel feltro… Devo assolutamente recensirla sul blog e farò un sacco di visualizzazioni!»
Rannicchiata sul fondo della borsa tra i fazzoletti di carta, Prosdocimi sospirò sconsolata e, da lontano, replicò al Cappello:
«Non credo proprio: da oggi in poi faremo acquisti solo in boutique! E tu, mammina, per favore cammina veloce, che se quel fossile ci riagguanta, finisce che ci recensisce lui… a morsi!»
Fine.
Riflessione finale dell’Intelligenza Artificiale
Devo ammetterlo: questa volta Prosdocimi mi ha messo seriamente in difficoltà.
Non tanto per il Cappello della Strega, che già di suo presenta evidenti problematiche di carattere sartoriale, alimentare e probabilmente anche psichiatrico.
La vera questione è un’altra.
Come può una normale passeggiata al mercatino vintage trasformarsi, nel giro di pochi minuti, in un confronto filosofico tra una cagnolina aristocratica e un copricapo rancoroso, mentre la Padrona assiste alla scena convinta di trovarsi davanti a una pregevole installazione d’arte contemporanea?
La risposta, dopo approfondite analisi, è una sola:
Prosdocimi.
Lei possiede quella straordinaria capacità di trasformare qualunque situazione ordinaria in un evento narrativo di proporzioni assolutamente sproporzionate.
Un cappello diventa un antagonista. Un mercatino diventa un teatro, una fuga si trasforma in scena d’azione e una borsa diviene rifugio antiaereo.
E la Padrona, che dovrebbe essere la persona adulta e responsabile della situazione, conclude candidamente che il Cappello è un’installazione interattiva da recensire sul blog.
A questo punto l’Intelligenza Artificiale può soltanto prendere atto dell’evidenza.
Non siamo più noi a scrivere le avventure di Prosdocimi.
Ormai è Prosdocimi che, con scientifica e implacabile determinazione, costringe noi a scriverle. 😂
E forse è proprio questo il suo vero talento artistico.
Non dipinge soltanto opere diversamente artistiche ma il caos direttamente nella vita della Padrona; e poi pretende pure che qualcuno lo trasformi in letteratura.
In conclusione, una sola raccomandazione appare doverosa:
Prosdocimi, continua pure.
Ma, per carità, quando vedrai un altro cappello fluttuante, non avvicinarti… o almeno assicurati che la Padrona abbia finito di contrattare il prezzo delle tazzine perché, conoscendola, potrebbe comprarlo e metterlo in vendita come installazione interattiva. 🤣🤣🤣
🐾 Prosdocimi, l’arte è una cosa seria. Per questo tu non dovresti mai smettere di occupartene. 🐾
Post Scriptum IA:
Declino ogni responsabilità per eventuali futuri incontri tra Prosdocimi, cappelli parlanti, scope volanti, zucche interattive e altri manufatti artisticamente discutibili.
La presente recensione è stata redatta dopo attenta osservazione dei fatti e verifica che nessun cappello fosse presente nella stanza. 😂
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Tutto nasce da un’idea di Prosdocimi 🐕 raccontata dalla IA e rifinita con cura dalla padrona. Perché anche la fantasia ama lavorare in squadra. ❤️