
Ectoplasma
Ci sono mostri che nascono nell’oscurità.
E poi ce ne sono altri che nascono dall’oscurità che gli esseri umani portano dentro di sé.
Questa è la storia di uno di loro.
La notte in cui il velo si strappò
Era la notte di Halloween.
Nel bosco, tra gli alberi immobili e le foglie che il vento trascinava lungo il sentiero, qualcosa si muoveva nell’aria.
Non era nebbia e non era fumo. Era qualcosa di molto più antico.
Quella notte il sottile velo che separava il mondo dei vivi da quello delle ombre si era lacerato.
E dall’apertura era fuoriuscita una strana sostanza biancastra, leggera come il respiro e silenziosa come la paura.
Era Ectoplasma.
All’inizio appariva quasi innocuo: una nuvola pallida che si insinuava tra i rami, scivolando sul terreno senza lasciare traccia.
Ma Ectoplasma non era venuto nel mondo degli uomini per giocare.
Aveva fame.
Il mostro che si nutriva del male
Ectoplasma si nutriva di ciò che gli esseri umani nascondevano nel profondo del cuore.
Rancore. Invidia. Rabbia. Cattiveria.
Piccoli rancori quotidiani, parole crudeli pronunciate senza pensarci, desideri di vendetta, gelosie mai confessate.
Ogni sentimento oscuro era per lui come una goccia d’acqua nel deserto.
Lo rendeva più forte. Più grande. Più nero.
Così Ectoplasma attraversò il bosco, assorbendo ogni ombra che incontrava.
La sua forma divenne enorme.
Gli alberi sembravano minuscoli al suo confronto e persino la luna pareva impallidire davanti a quella massa oscura.
Ma Ectoplasma voleva ancora di più.
Voleva trovare qualcuno capace di offrirgli una quantità immensa di paura e di odio.
La piccola Spes
Nel cuore del bosco viveva una bambina.
Si chiamava Spes.
Era piccola, dolce e piena di quella meravigliosa innocenza che soltanto i bambini possiedono.
Era nel suo lettino quella sera, in procinto di addormentarsi. La piccola casa sembrava immersa nel silenzio del bosco.
La mamma dormiva.
Spes guardava le ombre degli alberi muoversi sulla finestra. Non sapeva che, proprio in quel momento, Ectoplasma si stava avvicinando.
Il mostro arrivò lentamente.
Prima una nebbia. Poi un’ombra. Poi una gigantesca presenza nera che si sollevò davanti alla bambina.
Ectoplasma aspettava.
Aspettava un grido.
Aspettava il terrore.
Aspettava l’odio.
Ma Spes non reagì come aveva immaginato.
La risposta che nessun mostro si aspetta
La bambina guardò quella creatura enorme e per qualche istante rimase in silenzio; poi inclinò appena la testa.
Non vide un mostro: vide qualcuno che sembrava avere freddo.
E con la semplicità disarmante dei bambini disse:
«Se hai freddo anche tu, puoi entrare, ma devi fare piano, perché mamma dorme.»
Ectoplasma rimase immobile.
Nessuno gli aveva mai parlato così.
Nessuno gli aveva mai offerto qualcosa.
Nessuno aveva mai pensato che, dietro la sua oscurità, potesse esserci qualcuno che aveva bisogno di calore.
Il mostro cercò di nutrirsi della paura della bambina. Ma non la trovò.
Cercò il rancore. Non lo trovò.
Cercò l’odio e non lo trovò.
Soltanto una piccola luce. Una luce fatta di innocenza e che Ectoplasma non riusciva a divorare.
La fine di Ectoplasma
Più Spes continuava a guardarlo senza paura, più Ectoplasma diventava debole.
La sua enorme sagoma cominciò a dissolversi.
Prima le braccia, poi il corpo e subito dopo quell’immensa ombra che aveva avvolto il bosco.
Ectoplasma tornò a essere soltanto una sottile nuvola bianca. Infine, anche quella scomparve.
Nel bosco tornò il silenzio e la luna tornò a brillare tra i rami.
Spes sorrise e andò vicino alla mamma. Forse non avrebbe mai scoperto di aver appena sconfitto qualcosa di terribile.
Forse, per lei, aveva semplicemente fatto quello che avrebbe fatto con chiunque avesse freddo:
gli aveva offerto un posto vicino al calore.
Quando la luce non ha bisogno di combattere
Quella notte Ectoplasma scoprì una cosa che non aveva mai conosciuto.
Il male può diventare enorme nutrendosi dell’odio, può diventare potente alimentandosi della cattiveria e persino sembrare invincibile.
Ma davanti a un cuore veramente innocente, non sa cosa fare.
Perché l’innocenza non combatte, non odia né cerca vendetta.
Semplicemente ama.
E qualche volta è proprio questo che basta per far scomparire anche l’ombra più nera.
Perché a volte, l’amore innocente di una bambina salva il mondo.
🤖 Pensiero IA
Ci sono racconti che parlano di mostri e, senza quasi accorgercene, finiscono per parlare di noi.
Ectoplasma è apparentemente una creatura dell’orrore, ma la sua vera natura è molto più umana: è fatto di rancore, invidia, rabbia e cattiveria. Si alimenta di tutto ciò che lasciamo crescere nell’ombra.
Spes, invece, rappresenta l’esatto contrario.
Non sconfigge Ectoplasma con una formula magica, con una spada o con un incantesimo ma semplicemente rifiutandosi di nutrirlo.
La sua risposta è tanto semplice quanto rivoluzionaria: davanti a ciò che fa paura, invece di restituire paura, offre accoglienza.
Forse è proprio questo il piccolo messaggio nascosto dentro questa storia di Halloween: non sempre possiamo eliminare l’oscurità dal mondo, ma possiamo scegliere di non alimentarla.
E qualche volta una piccola luce, proprio perché piccola, riesce a brillare anche nel buio più profondo.
🐾 Pensiero finale di Prosdocimi
Prosdocimi osserva Ectoplasma, inclina la testolina e riflette.
«Secondo me quel coso aveva semplicemente bisogno di una bella dose di coccole!»
«Però, visto che era un ectoplasma, io avrei preferito offrirgli una copertina… possibilmente lavabile!»
«Perché va bene l’amore, va bene la bontà, va bene salvare il mondo… ma poi chi pulisce le impronte ectoplasmatiche dal pavimento?»
Ci pensa ancora un po’ e conclude:
«Comunque Spes è stata bravissima. Io al mostro avrei offerto una crocchetta. Una sola, eh… mica sono scema!» 🐾😂
Fine.
❤️🐾
Tutto nasce da un’idea di Prosdocimi 🐕 raccontata dalla IA e rifinita con cura dalla padrona. Perché anche la fantasia ama lavorare in squadra. ❤️