Prosdocimi alla corte di Luigi XVI

La nostra cagnolina viene catapultata nella Francia di fine 1700 insieme alla padrona libertina e qui si diverte… a fare la storia

Prosdocimi alla corte di Luigi XVI

Prosdocimi alla corte di Luigi XVI

   Siamo nell’anno del Signore 1789 presso la corte di Luigi XVI a Versailles. La mia padrona si chiama Maman Cocotte e – manco a dirlo – è la favorita del Re.

              Nutro forti perplessità sulla saggezza di un sovrano che invece di occuparsi dei grandi fermenti che animano il popolo si diletta giorno e notte nella chambre à coucher di Maman tra schiamazzi, grida e schiocchi somiglianti a frustate, accompagnati da ripetuti e sofferti “parbleu”!

            Bella impomatata e profumata come una rosa, salgo sulla poltrona baldacchino Luigi XIV e mi diverto a mordicchiare il bel cuscino morbidoso, quasi un trastullo in attesa del déjeuner du midi oggi consistente in crocchette con foie gras, champignons e crepes suzette con poco miele e tanta cannella: una vera delizia per il mio palato.

             Sono intenta nel mio dolce far rien quando odo grida esagitate provenienti dall’esterno. Vado a curiosare e vedo migliaia di sanculotti esasperati e infuriati, giunti sin qui da tutta la Francia per catturare il Re che rincitrullito com’è da una cortigiana assatanata non si cura affatto del popolo caduto in miseria.

              Secondo voi può una valorosa paladina di nobili cause come la sottoscritta restare insensibile al grido della gente ridotta alla fame da un Re depravato? Assolutamente no!

    In un battibaleno so qual è l’impresa da compiere, da un lato per compiacere i sudditi e dall’altro per riavere Maman Cocotte tutta per me, distogliendola finalmente dai suoi giochi da camera.

Prosdocimi alla corte di Luigi XVI

              Mi avvio al portone d’entrata dove i gendarmi stazionano ben saldi per assicurare l’inviolabilità della maison, mi piazzo alle loro spalle a tradimento e affondo i canini nei pingui posteriori. Colti di sorpresa, scappano a destra e a manca lasciando sguarnito il portone che con la pressione dei sanculotti cede e si spalanca.

                  E così d’émblée, Versailles viene inondata dal frastuono infernale di migliaia di sanculotti che prelevano a forza il sovrano per condurlo a Parigi allontanandolo – ahimè per sempre – dalle distrazioni erotiche di Maman.

                    Chissà se i libri di storia parleranno di Prosdocimi come “Giovanna d’Arco” cuore puro e nobile paladina della giustizia, artefice della grandiosa Rivoluzione Francese che ha sancito l’uguaglianza e la sovranità dei Popoli in tutta Europa!

                      So che siete orgogliosi della vostra eroina conclamata e sicuramente vi starete chiedendo che fine abbia fatto la padrona degenerata. Ebbene, seppur costretta a rinunciare al compagno di giochi e di privilegi, al grido di “liberté, fraternité, égalité“ si è votata tout court alla “Rivoluzione di Maman Cocotte: esce il sovrano, entra il sanculotte!”, eh eh!

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5 thoughts on “Prosdocimi alla corte di Luigi XVI

    • Beh, sai caro Roberto, all’epoca c’era solo lui in grado di soddisfare quell’assatanata di Maman Cocotte! Ahahah! Crocchette e cotiche a te!!!

    • Suor Daliso, ma… ma… ma… eri anche tu nella chambre à coucher con Maman Cocotte e le Roi? Eh eheheheh! 🙂

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