Chi di morso ferisce, di morso perisce

CHI DI MORSO FERISCE, DI MORSO PERISCE

La cagnolina Prosdocimi rischia un morso fatale…

Chi di morso ferisce, di morso perisce

        Ho appena divorato la mia cena a base di deliziose crocchette esotiche, sono satolla e mi godo il trastullo serutino sul divano.

       Assorta nella lettura del Kamasutra, la padrona mi diletta coi grattini di rito, sempre più intensi man mano che le pagine si fanno più intriganti.

               Non so come né perché, fatto sta che mi ritrovo improvvisamente sola e abbandonata in Transilvania, e di fronte a me ho il Conte Dracula col mantello nero aperto a mo’ di pipistrello, il sorriso spettrale e i canini sporgenti pronti a tracannare il mio sangue.

              Non avrei nulla da temere se mamma fosse qui visto che qualsiasi non incravattato, sia uomo che morto vivente, finisce polverizzato dalle sue alchimie erotiche… figuriamoci poi se quell’assatanata si farebbe sfuggire un vampiro che addenta la preda con voracità garantendo estasi e oblio.

                  Non riesco ad inventare nulla per salvare la pelle… non tanto per il terrore che mi pervade, quanto per lolezzo pestifero proveniente dalla bocca del Conte che, dimentico delle regole del bon ton, da secoli beve litri di sangue senza lavarsi i denti.

         La sua ormai è una cloaca e il topo che vi sosta imperituro all’interno è l’unica cosa veramente morta nel suo essere – non morto, e se avessi a portata di mano una bandiera bianca non avrei neanche la forza di sventolarla, tanto sono stordita dalla puzza.

           Al contrario, il mio sarcasmo è vivo e vegeto al punto da suggerirmi una riflessione sul curioso giaciglio notturno del Conte: la bara. Perché mai un non – morto dorme in una cassa sigillata notoriamente destinata a un sì – morto?  VE LO DICO IO, MALEDIZIONE: per imprigionarci le pestilenze notturne e scongiurare lo svenimento del suo dannato castello!

                 La fine è vicina, lui è sopra di me e sta per stamparmi i canini nelle carni, e ormai sono talmente nauseata dal fetore che non vedo l’ora di porre fine a questo supplizio olfattivo. Sfinita, allungo ben bene il collo per agevolarlo nel compito come a dire “E va bene, Dottor Dracula, faccia quello che deve e in fretta per favore, grazie!”

                 “Prosdy, amore di mamma, perché sei così agitata? Stai facendo un brutto sogno? Svegliati, su”. Apro gli occhi e mi accorgo che era solo un terribile ma effimero incubo… FIU, me la sono vista brutta, e sentita peggio.

                 Mammina, ti sono grata per avermi svegliata, però ti scongiuro: da oggi in poi niente più specialità esotiche per cena, ma solo crocchette Made in Italy, ok?

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Questo racconto mi è stato ispirato da Giovanna La pazza (lei sa perché) ed è dedicato a Canguro (lui non sa perché), eh eh!

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     EHI, PSSS…. 

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20 thoughts on “Chi di morso ferisce, di morso perisce

  1. a cena bisogna star leggeri cara cagnolina, poi fai le puzzette mentre dormi pensando che sia l’alito di Dracula… 🙂

    • Hai ragione, caro Roberto ma vedi è mamma a decidere cosa si mangia per cena, quindi è lei la responsabile sia delle mie puzzette che dei miei incubi! EH eh!
      Bacioni e cotichelle a te, carissimo!

  2. Ma perché tutta questa tensione? Dai, non dovrebbe essere questo lo spirto con il quale affrontare la cosa….
    Comunque Giovanna mi ha detto tutto e mi ha autorizzata a rivelarlo ma non prima di fare qualche precisazione perché non pensiate male del suo amato: Canguro non si arrabbia mai (al massimo discute) e quella che poteva sembrare un’ espressione volgare è in realtà riferita ai quattro cojotes che Canguro ospita amorevolmente a casa sua (quattro teneri orfanelli che lui cura personalmente con tanto affetto!) e che non può nominare per intero altrimenti si mettono ad ululare e i vicini si lamentano (preciso che Canguro sillaba mentre scrive o legge e i cojotes se ne accorgono!).
    Giovanna pone altre condizioni: se volete sapere come stanno veramente le cose dovete cliccare su ‘mi piace’ e diffondere su fb, twitter o ovunque vogliate senza dimenticarvi di votare Prosdocimi nella classifica dei blog più amati.
    Uffa, come è difficile fare la suora!!! Se continua così mi ‘sconfesso’ e torno al Buddismo!

    • Ok, zia Daliso! Sorvoliamo sull’equivoco intercorso con la storia dei quattro cojotes ululanti di Canguro e veniamo alla seconda condizione posta da Giovanna per sapere come stanno le cose…
      Cari lettori, volete sapere perché Canguro ha l’alito pesante? Sì? Bene, allora dovete fare queste tre cose: cliccare “mi piace”, diffondere sui social network e votare Prosdocimi nella classifica dei blog più amati!
      Ecco fatto. E ora, zia Daliso, ci sveli l’arcano? Grazie mille e tante crocchette e cotiche!

      • Bene: dovete sapere che Giovanna, in qualità di restauratrice, usa una notevole quantità di solventi uno più puzzolente dell’altro e il suo preferito sembra essere il carbonato d’ammonio (BLAAAC!!!!) ed è sempre immersa in una sorta di ‘nube tossica’. Fino alla sua rivelazione, quindi, non ci avevo fatto caso ma le sue pesanti scarpe da lavoro non hanno un odore molto gradevole, vi lascio immaginare i piedi… ed è proprio questo il punto focale: Canguro ha una vera e propria venerazione per le sue caviglie (tipo quella che hai tu per i polpacci di mamma!) e, nelle sue impetuose dimostrazioni d’affetto, gli capita spesso di ‘slapparle’, totalmente incurante degli effluvi e dell’ abbigliamento (calzino, autoreggente, nudo: per lui è indifferente!).
        Ne consegue che, succhiandosi calze e calzini di Giovanna, non può avere un alito fresco!

        • Ho due opzioni per Giovanna:
          1) Cambia Canguro con un “non slappatore” dall’alito profumato.
          2) Cambia i suoi piedi e si tiene Canguro con il suo alito pestifero.
          Ecco fatto!
          Slappini a te, zia carissima, e a tutte le monachelle, dalla nipotina pelosona Prosdocimi.

          • Ma vedi nipotina mia adorata (e preferita) il fatto è che Giovanna, a forza di usare solventi pestilenziali, è diventata praticamente e quasi completamente anosmica che, come mamma ti spiegherà, non è una ‘deviazione’ o una scelta sessuale. Se dovesse quindi decidere di rinunciare al suo amato sicuramente quello dell’odore non sarebbe il fattore decisivo…
            Ciò che invece mi preoccupa è che sembra voler fare ‘chiodo scaccia chiodo’ e ciò che è peggio è che io sono la sua portavoce (HARG!!!) perché lei non ha ancora ottenuto il permesso di navigare in internet autonomamente…. in questo momento (ad esempio) sta civettando con un certo ‘pulcino francese’ e con un certo ‘Sauro’… non ne posso più di questa situazione…. piccola cara, ispirami con la tua saggezza canina, pleaseee!!!

          • Cara zietta Daliso,
            Mamma si è spaventata tanto quando hai detto che Giovanna è anosmica, ma poi si è tranquillizzata quando ha capito che il prefisso “ano” non era quello che pensava (eh eh!).
            Quanto al problema del “chiodo scaccia chiodo”, perché mai dovrebbe rinunciarci? Mamma lo fa in continuazione a tutte le ore di tutti i giorni, e il sabato e la domenica SI BISSA! Eh eh!

  3. Ma guarda che l’ invito ad uscire dalla gabbia non era rivolto a te ma alla mia Giovanna! Mi sono espresso male? Po’ esse: so’ coatto!

    • Ok, caro Canguro, allora giro l’invito come segue: “A Giovà, vuoi uscì dalla gabbia? Grazie”. Ecco fatto!
      Slappini a te!

  4. Buona sera mie care e belle signore e signorine, buona sera Sorella, ciao Giovanna, mio unico grande amore (poi a ‘casa’ laviamo i panni sporchi e tu sai di cosa parlo!)! Mi sento lusingato da tante attenzioni che davvero non merito ma permettetemi, vi prego, di spezzare una lancia in mio favore. Purtroppo è vero che soffro di alitosi ma il problema è generato da una strana concomitanza di eventi dei quali non mi sento di parlare in questa sede. Giovanna… amore mio… se davvero ci credi, se davvero mi ami dammi una prova concreta della tua devozione e rivela i fatti come stanno… oppure non farlo e limitati ad uscire dal convento e tornare fra imiei bicipiti (che ho lavato di recente) per un ‘per sempre feici e contenti’!
    Quanto a te, dolce Prosdocimi, vedi di non metteti più fra me e Giovanna altrimenti er morso de ‘sto ‘coatto’ te farà rimpiagne quello der Conte dei mei coj… e tanto pe’ fa’ a capisse, cara Suor Daliso, il mio marsupio fa impazire la mia Giovanna e milioni di altre donne che non considero neanche perché la mia Giovanna è mejo!!!!
    Crocchete e cotichelle a tutti
    Canguro

    p.s. Piccola, ja fai da sola a uscì da quella gabbia de matte o t’ho da venì a pijà?

    • Caro Canguro ‘dall’alito impuro’(eh eh), visto che Giovanna è custode del tuo segreto, mi corre girare a lei il tuo appello. Qui di seguito:

      “Giovanna, ti prego, dicci perché l’alito di Canguro puzza così tanto, e giacché ci sei, dagli una prova della tua devozione uscendo dal convento per vivere felice e contenta fra i suoi bicipiti!”. Ecco fatto!

      Giacché ci sto, faccio appello a Suor Daliso affinché non nomini mai più il tuo marsupio che fa impazzire le donne (prima o dopo lo stordimento da alitosi letale? Eh eh!).

      E infine, quanto a me, ho tre considerazioni:
      a) Non sono affatto “dolce” anzi, sono una cinica, rinnegata ed egoista crapulona.
      b) Così come sono sopravvissuta al morso del Conte, sopravvivrei anche a quello di un ‘coatto’ pertanto la tua velata intimidazione di stare lontano da Giovanna non mi spaventa affatto.
      c) Non vedo perché dovrei uscire da questa gabbia di matti, visto che l’ho inventata io! Eh eh!

      Slappini e cotichelle a te, caro Canguro!

  5. Forse anziché le crocchette è meglio che ti mandi dell’ acqua Santa, cosa ne dici?

    • Ok, zia Daliso, così la pasteggerò a pranzo e cena insieme alla mia porzione di crocchette e cotiche Made in Italy! Eh eh!
      Slappini e te e a Giovanna!

  6. Sono Dracula in persona…. stavolta te la sei cavata, la prossima non ci sperare nemmeno….

    • Non ci sarà una prossima volta, Dottor Dracula, visto che da oggi in poi le mie crocchette saranno rigorosamente Made in Italy! Eh eh!

  7. Hahahahahah!!!! Cucciola, sei esilarante!!!! Anche Giovanna si è rotolata in terra per le risate (sembrava te come appari nell’ immagine di fine racconto!) poi, improvvisamente ed in modo del tutto inatteso, si è adombrata ed è andata a cucc… si è isolata ed è scoppiata in lacrime. Mah? Non so proprio spiegarmelo…. tu ci capisci qualcosa?
    Slappini e crocchette (made in Italy) a te
    tua zia Suor Daliso

    • Giovanna si è isolata ed è scoppiata in lacrime? E lo credo bene, povera disgraziata: avere a che fare con Canguro comporta un enorme sforzo olfattivo e la nostra Giovanna, dopo aver resistito stoicamente a certe esalazioni, ha sentito il bisogno di disintossicarsi in mesta solitudine.
      Quanto alle lacrime, niente paura: sono una reazione oculare agli effluvi (evidentemente piuttosto acidi) esalati dal tuttora ignaro Canguro.
      Grazie zietta per il tuo commento, sempre gradito, e ancor più lo saranno le crocchette Made in Italy che mi hai promesso!! Slappini e cotiche a te e a Giovanna!

      • A… beh… stando così le cose…. credo sia meglio che il ‘musetto ispiratore’ e il suo enorme marsupio continuino a tenersi alla larga e continuino ad… ignorare…

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